Gran Ballo Storico a Roma

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Roma, 17 gennaio 2026 – Palazzo Brancaccio: la XIV edizione del Gran Ballo Storico nel segno di Stanislavskij

Nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio, nel cuore di Roma e a breve distanza dalla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, si è svolta sabato 17 gennaio 2026 la XIV edizione del Gran Ballo Storico, appuntamento ormai annuale dedicato all’eleganza ottocentesca e al dialogo culturale tra Europa e tradizione russa.

L’edizione 2026 ha reso omaggio a Konstantin Sergeevič Stanislavskij, figura cardine del teatro moderno e ideatore del celebre “Metodo”. Il tema della serata si è così collocato sotto il segno dell’arte scenica, della disciplina interpretativa e di un’idea, profondamente europea, di cultura come ponte tra popoli, oggi più che mai necessaria.

La scelta della location non è secondaria. Palazzo Brancaccio, costruito nel 1880 per volontà del Principe Salvatore Brancaccio, esponente di una delle più antiche e illustri famiglie del patriziato napoletano, e della consorte Mary Elisabeth Field, ricca ereditiera americana, su progetto dell’architetto Gaetano Koch, è storicamente un luogo nato per rappresentare, con la grammatica dell’architettura e del ricevimento mondano, il ruolo sociale della capitale. Oggi è una delle location più prestigiose della città, capace di coniugare storia e contemporaneità. In questo contesto, il tributo a Stanislavskij ha trovato una coerenza naturale: un palazzo costruito per la “messa in scena” dell’alta società diventa, per una sera, spazio di rievocazione e narrazione, dove la danza storica assume un valore che va oltre l’estetica e diventa linguaggio culturale.

Entrare a Palazzo Brancaccio durante il Gran Ballo Storico è, ogni volta, come viaggiare all’indietro nel tempo e nello spazio: l’atmosfera, tra dame e cavalieri in costume, non solo testimonia e avvicina culture diverse, ma continua a far sognare.
E, provenienti da Napoli, hanno partecipato anche alcuni ‘ballerini’, amanti della danza storica, tra cui Raffaele Maddaloni ed Alfredo Cipolletti, insieme alla loro maestra Angela di Fede.

Il Gran Ballo Storico nasce con un obiettivo dichiarato: mettere in relazione persone provenienti da diversi Paesi europei con la cultura russa, attraverso musica e letteratura classica, oltre che tramite le danze storiche in costume. In questa prospettiva, l’evento si propone come un dispositivo di diplomazia culturale “dal basso”, in cui la conoscenza reciproca non è affidata a slogan o formule protocollari, ma all’esperienza condivisa: ascolto, partecipazione, rito sociale, tradizione.

La serata ha confermato la cifra distintiva della manifestazione: ricostruzione filologica delle coreografie e dei codici di sala, attenzione al costume del XIX secolo e una dimensione conviviale che richiama i grandi ricevimenti europei, con un impianto complessivo pensato per un pubblico internazionale.

Promosso dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica, diretta da Nino Graziano Luca, dal 2013 l’evento vede la collaborazione con Yulia Bazarova di “Eventi Rome” e Paolo Dragonetti de Torres Rutili.

Il Gran Ballo Storico si inserisce in un percorso pluriennale che, edizione dopo edizione, dedica la propria narrazione a figure e opere della cultura dell’Europa orientale, consolidando un format riconoscibile e una comunità di partecipanti che torna ogni anno a Roma per ritrovare un linguaggio comune: quello della tradizione.

In un tempo segnato da polarizzazioni, l’immagine che resta è quella di un evento che punta a una forma di “unità” non generica, ma concreta: l’unità della cultura, del repertorio, dei simboli condivisi. Ed è forse questo il risultato più significativo della XIV edizione: ricordare, con la leggerezza rigorosa del ballo, che le arti performative, teatro e danza insieme possono ancora produrre relazione.

La chiusura dell’edizione 2026 lascia in eredità una direzione chiara: proseguire nel solco degli omaggi tematici e della rievocazione storica come esperienza partecipata, in una Roma che, quando mette a sistema luoghi, memoria e cultura, continua a parlare al pubblico internazionale con un linguaggio immediatamente comprensibile: bellezza, storia e una forma di eleganza che diventa accoglienza.
G.C.
La nostra Gazzetta – Наша Газета
www.lanostragazzetta.it

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