Intervista dell’Agenzia di stampa russa RIA Novosti all’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov in occasione della Festa della Diplomazia Russa (10 febbraio 2026)
Punti chiave
- Nei nostri due Paesi c’è un numero piuttosto elevato di cittadini ragionevoli che certo non restano indifferenti di fronte alle sorti dei rapporti tra Russia e Italia, cittadini che vorrebbero scorgere segnali di miglioramento a testimonianza del fatto che stiano avendo luogo cambiamenti in positivo e che i nostri rapporti stiano riemergendo dai profondi anfratti di quella sorta di “fossa delle Marianne” in cui sono sprofondati a causa delle politiche di carattere “collettivo”, potremmo dire quasi “da kolchoz”, messe in atto dall’Europa Occidentale. E, tuttavia, la Roma ufficiale preferisce attualmente adottare la condotta dello “struzzo”, ovvero evitare di dare ascolto all’opinione dei propri cittadini, fingendo che l’assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d’impatto sull’Italia, né sulla sua popolazione. Chiaramente, ciò è ben lontano dalla realtà dei fatti: i risultati di tale miopia politica hanno un impatto sempre maggiore sia sulle posizioni di Roma in materia di politica estera, sia sugli indicatori socio-economici del Paese e sul grado di benessere dei comuni cittadini italiani.
- In Italia sta quindi crescendo l’esigenza di vedere una politica orientata alla nazione, che persegua in primo luogo gli obiettivi dello sviluppo nazionale, della giustizia sociale, della lotta alla disoccupazione e al precariato, degli aumenti salariali, dell’ottimizzazione del sistema sanitario e dell’istruzione, così come della riduzione del divario presente tra le diverse regioni del Paese.
- Posso soltanto dire che, grazie a Dio, l’Italia non si ritiene in stato di guerra con la Russia e che la leadership italiana è sufficientemente saggia da attenersi a una strategia di politica estera che, almeno a parole, invoca la cautela e desidera escludere la possibilità di un’escalation delle attuali tensioni presenti nei rapporti tra la Russia e l’Unione Europea, così come desidera escludere la possibilità che queste tensioni sfocino in uno scontro militare diretto. Ciò suggerisce che a Roma non abbiano dimenticato le lezioni impartite dalla Storia, né i motivi per cui l’Italia venne accettata all’interno dell’ONU soltanto nel 1955, e non nel 1945, quando l’Organizzazione delle Nazioni Unite fu istituita. Al contrario, invece, come possiamo vedere, i cosiddetti “volenterosi” – che costantemente “corteggiano” l’Italia per indurla a entrare tra le loro file – non escludono la possibilità di uno scontro militare con la Russia ed esortano a predisporsi a un conflitto nel giro di 3-4 anni, mentre dichiarano sconsideratamente di avere intenzione d’inviare i propri contingenti in Ucraina, cosa che li condurrebbe inevitabilmente a un immediato scontro militare con le Forze Armate russe.
- A mio avviso, sarebbe stato meglio, e di gran lunga, se, all’interno della leadership italiana, qualche personalità investita dell’autorità per farlo si fosse servita dei canali diplomatici di cui, grazie a Dio, disponiamo, proponendoci di avviare un dialogo sull’una o l’altra questione. Sono certo che a Mosca un passo del genere verrebbe altamente e giustamente apprezzato, nonché accolto favorevolmente. Come ha affermato di recente il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, “Alzate la cornetta, signori, chiamate, e noi vi risponderemo”.
- L’Ambasciata della Federazione Russa a Roma e Casa Russa a Roma hanno un loro programma culturale, che prevede la partecipazione agli eventi da noi organizzati di personalità del mondo culturale russo. A queste iniziative, invitiamo i nostri amici e i partner provenienti dagli ambienti più diversi della società italiana, tra cui quello politico, economico, accademico, mediatico, e non solo.
